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Dalla centralissima Piazza Dante
spòstati verso l’area pedonale di calata
G. B. Cuneo: il lampo del mare lo
intravedi da lontano, mentre ti avvicini
ad una struggente palazzata pastello a
pochi metri dall’acqua e dalle
imbarcazioni. Yacht e pescherecci
galleggiano quieti davanti a portici
freschi, che offrono spazi d’ombra a
brasserie ed enoteche. Goditi una sosta
golosa e assapora un trancio di
sardenaira, la versione locale della
pizza dedicata a uno dei figli più
famosi di Oneglia, quell’ammiraglio
Andrea Doria che nel Cinquecento fu
protagonista della storia genovese. Il
lungomare è una meraviglia, tutta una
passeggiata verso Levante tra bei
palazzi e raffinati stabilimenti
balneari protesi al mare come prue e
vele. Non lasciare
Imperia senza aver
visitato il Museo dell’Olivo, realtà
culturale che ha meritato significativi
riconoscimenti internazionali per la
novità dei suoi allestimenti. Per secoli
olio e pasta hanno rappresentato i
capisaldi dell’economia cittadina, un
primato conosciuto in tutta Italia
grazie a marchi prestigiosi che hanno
stimolato lo sviluppo dei traffici del
porto mercantile di
Oneglia. Nato per
volontà della “Fratelli Carli” (famosa
azienda olearia locale), il Museo è
pertanto una appassionata celebrazione
dell’olio e dell’olivicoltura, e narra
storia, commercio e “culture” dell’oro
del Mediterraneo dall’antichità ai
giorni nostri.
L’olivo è il trait d’union dell’intero
territorio, ti dicevamo all’inizio del
racconto. Le sue chiome argento ornano
le colline alte sul mare, circondando in
un abbraccio sempre caldo e prezioso
borghi e frazioni. L’olio di queste
terre è una delicata sinfonia giallo
paglierino, in cui sentori di fiori,
erbe e pinoli esaltano – senza coprirli
– i sapori squisiti del pescato locale
(provalo sui bianchetti e sui rossetti
bolliti, l’armonia di gusti è
semplicemente perfetta). La tradizione
dell’olivicoltura nell’area è
antichissima, te lo confermano ripide
fasce coltivate e struggenti muretti a
secco, strenua fatica dell’uomo –
vecchia di secoli – per strappare spazi
alla montagna, il mare una striscia blu
scuro all’orizzonte.
Anche in direzione Levante la costa
conferma l’intreccio di costa e alture.
A pochi minuti d’auto incontri
Diano
Marina, celeberrima località balneare.
E’ la propaggine costiera di una serie
di piccole aggregazioni abitate che
sorgevano sui declivi dell’immediato
entroterra. Delle epoche trascorse e
delle dimensioni abitative ed economiche
rimangono frantoi, fortificazioni, pievi
e meridiane. Nel Palazzo del Parco, a
Diano Marina, il Civico Museo
Archeologico racconta la storia di
questi luoghi, peraltro devastati dal
terremoto del 1887 che distrusse anche
il borgo di Bussana Vecchia presso
Sanremo. Diano è la luminosità del mare,
le palme, la baia sabbiosa, i cento
stabilimenti balneari. E’ l’infiorata
del Corpus Domini, che a giugno ammanta
le vie dianesi con un infinito lenzuolo
di petali profumati. E’ la festa della
tavola, con le tradizioni del pesce e
del pesto, col Vermentino e –
naturalmente - con l’olio extravergine.
Tra i rustici dei centri collinari
incontrerai produttori italiani
e…stranieri, ex turisti che si sono
innamorati di questi borghi arroccati e
del fascino burbero dei loro abitanti al
punto da trasferire vita e famiglia
nell’entroterra, rinnovandosi nel
mestiere dell’agricoltore...
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